| Expositions personnelles, collectives, concours | ||
EXPOSITIONS COLLECTIVES1968
Gonzaga Fiera millenaria
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EXPOSITIONS PERSONNELLES1969
Caffè Zavattini Luzzara |
CONCOURS 1970
2° concorso di pittura “ Il pennello delle nevi” 1°
premio 1970 Premio
Sant’Ambreus Milano
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“ Itala
Gasparini espone figure, fiori; dipinge con effetti di luce contrastanti
ed efficaci; nelle figure disegna con spiccato talento costruttivo.Le sue
figure sono essenzialmente luce e colore. Itala
Gasparini propone un tipo di pittura vivace e luminosa, un mondo reale ma
sereno dal quale pare esulare ogni sintomo di tragedia e di dissacrazione. “
Itala Gasparini rivela una personalità viva e attenta che segue
attivamente le ricerche dell’arte contemporanea e la sua tavolozza è
piacevole, vivace e luminosa” “…….riesce
a rendere, con semplicità di mezzi, la forza o la tenerezza di un viso,
dove leggeri tocchi fanno apparire qua e là luminosi riflessi.Una
costante domina nei disegni di Itala Gasparini: la figura e l’accento
proprio che essa v’imprime; originale fusione di educazione artistica e
di spontaneità, dove ombre diventano colore e si dissolvono in una luce
vaporosa” “……La
mostra propone soprattutto paesaggi, vedute che vanno lette,come ricordi
di viaggi e che si collocano al di là di una figurazione banalmente
oleografica grazie ad un’attenzione speciale nei confronti della lezione
delle Avanguardie. I colori sono stesi puri e piatti alla maniera dei
Fauves, in particolare di Matisse. Inoltre la composizione si presenta
stilizzata, essenziale, portata ai confini dell’astrazione…..…….ma
nei dipinti della Gasparini, oltre alle montagne e alle marine,
interpretate secondo un decorativismo squisito, ridotte a motivi arabeschi
e a rapporti spaziali, compaiono vedute di città: ad esempio la
cattedrale di Chartres, evocata nella luce soffusa e violacea del tramonto
e scorci di Praga, città magica per antonomasia.In effetti Itala
Gasparini ci proietta in un mondo del tutto interiore in cui il ricordo
della realtà diviene puro pretesto formale” “
Protagonista, nei quadri di Itala Gasparini, è il colore: rossi, gialli,
arancioni si rincorrono accompagnati da tinte più fredde e rappresentano
il vortice della vita, la serenità di un tramonto estivo, lo stupore di
fronte allo splendido spettacolo della natura.Il pennello di Itala
Gasparini sa cogliere i ricordi così come ce li restituisce la mente,
slegati, paradossali, incredibili, e con tratto deciso e quasi geometrico,
li traspone sulla tela “ La
pittura di Itala Gasparini si sviluppa lungo una grammatica compositiva di
sicura stilizzazione. Nascono, così, opere di sintetico e dinamico
equilibrio fra immagine ed astrazione. Il colore, luminoso ed intenso,
pone in risalto le superfici. La sua composizione strutturata in una
musicale asimmetria percettiva, è di energico impatto visivo e di vitale
espressione. Luce e colore nell’opera di Itala Gasparini sono
i proptagonisti. E’ opera di metafisica bellezza, dai contorni fluidi
con accostamenti forti e squillanti che sono l’essenza dell’intero
racconto con forti richiami introspettivi della natura umana. Nel dinamico
equilibrio tra l’introspettivo e l’onirico l’artista sa cogliere i
ricordi, gli affetti. I tratti decisi di contorno definiscono con forza
architettura e natura e permettono e danno una risposta a quel
“personale passato” La ricchezza di un pittore non è data, a mio
avviso, dalla opulenza delle tinte, dalla quantità di colore aggrumato
sulla tela, dalla capacità di giocare con sfumature e velature. La
ricchezza è del linguaggio. E la Gasparini è ricca del gusto,
dell'indubbia sensibilità cromatica, della capacità di comunicare
scrive di lei Ermanno Sagliani:
"E' architetto milanese formatasi in campo artistico all'Accademia di Brera, dotata di spiccata sensibilità creativa. L'artista ha maturato un evoluzione del proprio iniziale linguaggio espressivo affermandosi in numerose mostre e concorsi d'arte con composizioni a compiture di colori intensi, grafiche e chiarezza d'evidente enunciazione. Il celebre ed eclettico Gianfilippo Usellini affermò nel 1968 che Itala Gasparini "disegna con spiccato talento costruttivo...figure di luce e colore". Milano 2006 IL SENSO DI ITALA PER LA NEVE Itala
Gasparini sviluppa con le presenti opere un tema caro alla pittura
classica, anche se non così noto al grande pubblico: la
rappresentazione dell’inverno. Nella tradizionale pittura da
cavalletto a trionfare è il paesaggio estivo o primaverile: la sua
ricchezza e abbondanza vegetali, comuni in una visione della natura
tipicamente contadina (durante la primavera e l’estate i contadini
raccolgono i frutti del loro duro lavoro, dal grano agli ortaggi, alla
frutta, per ciò questa parte dell’anno è da sempre considerata la più
ricca e in assoluto la migliore dell’anno) è divenuto ormai un frusto
motivo decorativo. I colori dominanti sono naturalmente il grigio e il
bianco, ma sempre accompagnati da tinte più forti e squillanti: rossi,
arancioni, gialli, che sono la vera e propria firma della Gasparini.
Lungi da una rappresentazione fotografica del paesaggio invernale,
queste vedute non hanno nulla della pittura veristica di matrice
impressionista: con l’uso di colori anti-naturalistici, di linee di
forza che si susseguono nelle inquadrature, di forme stilizzate e di
campiture piatte di colore, esse non vogliono essere una finestra sulla
natura in letargo in questo periodo dell’anno, ma intendono rendere
visibile l’atmosfera sottesa a certi luoghi, cari all’autrice. Itala
Gasparini indugia quindi su queste visioni idilliache, quasi fiabesche:
paesini adagiati ai piedi di montagne troneggianti, casette immerse in
prati immacolati, come se affiorassero dai ricordi di un tempo lontano.
Si tratta di riferimenti alla sua autobiografia, a luoghi – spesso
esplicitati nei titoli – “cari all’anima”, dove l’artista ha
conosciuto momenti di pace e di gioia. Anche la città non è esclusa da
questa atmosfera magica, e non si tratta di una città qualunque, ma di
Milano, omaggiata dalla presenza degli inconfondibili tram arancione,
come se l’artista volesse invitare lo spettatore ad una visione
incantata, in grado di nobilitare quelle strade, quelle case, quegli
scorci così quotidiani che nemmeno più riusciamo a notare. Indiscussa
protagonista di questi paesaggi è la neve, grazie alla quale tutto è
impreziosito e immerso nella magia. Osservando queste opere, siamo
colpiti dalla sua presenza tattile, dalla sua morbidezza solo suggerita,
dal suo senso del silenzio. Anche in città, la neve è qualcosa di
estremamente affascinante, un elemento che avvolge i sensi e attutisce
la crudezza, il grigiore, la naturale malinconia dell’inverno. Gli
alberi spogli che tendono i loro rami secchi al cielo bianco non sono le
tristi spoglie della lussureggiante vegetazione estivale, ma un sostegno
alla bianca coltre, che più che raffreddare avvolge in un caldo
abbraccio. L’artista non indugia nelle sue opere a tanto
intellettualismo e concettualismo presente nella pittura contemporanea:
non c’è in questi dipinti la pretesa ad alcun riferimento metafisico.
Tutti gli elementi per capire, apprezzare, amare o rifiutare queste
opere sono dispiegati davanti ai nostri occhi. Grazie a questi strumenti
siamo in grado di leggere ed immaginare quello che la nostra mente ci
suggerisce. Stefania
Meazza, 2006 |
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