Expositions personnelles, collectives, concours

EXPOSITIONS COLLECTIVES

1968  Gonzaga Fiera millenaria
1969  S. Giacomo delle Segnate

1972  Lavagna

2000  Immagini di primavera Artecultura Milano

2001  Fondazione di Piacenza e Vigevano
2003  100 artisti per la pace Noli ligure e Genova
2002-2010 i pittori sul Naviglio Grande- Milano
2003-2010
via Bagutta " L'arte a cielo aperto"Milano
2004 Galleria Arte2000 Milano
2004 Pinacoteca d'Arte Contemporanea " Galante Civera" Margherita di Savoia

2005 Galleria Postart Milano
2005 Premio Amalfi( Premio Regata del Cinquantenario)
2005 collettiva " Dulcis in Fundo"
2006 collettiva "Maison Espana"
2006 "i colori dell'acqua" Ferrara
2006 "I colori della vita"Milano
2007 "
via Pacis" collettiva U.C.A.I. Milano Palazzo Cusani
2007
Emerging artist group Ohio
2007 " Trait d'union" collettiva alla galleria Jansonius Lugano
2007 collettiva al Palazzo dei Congressi di Lugano
2007 collettiva alla galleria Bomboniere di Sanremo

2008
collettiva Galleria Sassetti Milano
2008 Forme e colori degli artisti del nord, Castello di Melegnano
2009 La natura morta ai nostri giornii, Archi Gallery Milano

2009 " Forme e colori" collettiva allo Spazio Guicciardini Milano
2010 " Ciclisti, aspettando il Giro d'Italia" Comune di Bormio
2010 "150 anni dell'Unità d'Italia" associazione Ex Martinitt Milano
2010 " Gli animali tra arte e terapia" Civico Acquario di Milano
2010 " Arte sotto i portici" Bologna
2010 " Il Duomo incontra l'arte" Milano

 


 

 

 

EXPOSITIONS PERSONNELLES

1969   Caffè Zavattini Luzzara
1970   Cavallino Bianco Suzzara
1970   Galleria degli antichi Sabbioneta

1971   Biblioteca Sormani Milano

1999   Centro Cuturale Rosetum Milano
2000   Hotel Astra Ferrara 
2004
   Il buco degli artisti Albenga
2006  "Milano Natale" Maison Espana
2006 " Camaleonte" Milano

2008 personale Spazio Uno Milano
2010 " Le città della mente" personale al Municipio Vecchio di Cologno Monzese

CONCOURS

1970   2° concorso di pittura “ Il pennello delle nevi” 1° premio 1970   Premio Sant’Ambreus  Milano
2000 Premio d'Arte Sacra San Protaso Milano segnalato

2001   6° rassegna d’arte “ Metti una canzone in cornice” San Remo 2003   5° mostra Mini grafica e pittura Pisa
 
2003  Concorso di grafica e creatività on line Creolo “ lascia un sogno”Riccione
2004 Concorso per la realizzazione di bozzetti per l'impugnatura della lancia della Giostra del Saracino di Arezzo segnalato

2004 Concorso “Agazzi” per le sezioni pittura ed estemporanea da internet  segnalati  
2004 Corcorso per la realizzazione di un murales nell'oasi naturalistica di Crava ( realizzato luglio 2004) 
2005 partecipazione al concorso "Dipingi la tua zona" indetto dal Comune di Milano

2006
Partecipazione al concorso: 
" Il vino in cornice"
Comune di Albavilla con il comune di Milano
2006 partecipazione al concorso" Parlasco un borgo affrescato", realizzato luglio 2006
2007 cconcorso per la realizzazione di un murales a Sommo ( il paese dell'asino)         ( realizzato luglio 2007)
2008 Premio Litta, Milano
2008 Premio Piero della Francesca, Arezzo
2009 Upstream people gallery
2009 Premio Agazzi
 
2009
concorso per la realizzazione di un murales a Lasino ( realizzato agosto 2009)
2010 concorso per la realizzazione di un murales a Tramonti di Sopra ( realizzato luglio 2010)

 

Ce qu'ils ont écrit sur moi ......

Itala Gasparini espone figure, fiori; dipinge con effetti di luce contrastanti ed efficaci; nelle figure disegna con spiccato talento costruttivo.Le sue figure sono essenzialmente luce e colore.
Luce e colore sono altresì il parametro attraverso cui si sviluppa l’intera pittura estesa all’indagine della natura umana”
Gianfilippo Usellini, Gonzaga 1968

“…..con sintesi cromatica e robusta e pastosa pennellata ci parla dei fiori e di attonite figure….”
William Tode,
Gonzaga 1968

Itala Gasparini propone un tipo di pittura vivace e luminosa, un mondo reale ma sereno dal quale pare esulare ogni sintomo di tragedia e di dissacrazione.
Un mondo visto da una personalità equilibrata e solida, da un angolo visuale schietto e privo di inibizioni. Quel tanto di delicatezza che contraddistingue sempre la creazione femminile, si unisce in questo caso ad una robusta capacità compositiva…….……..le sue tele sono dominate dal rosso e dal giallo, ma non il rosso sanguigno né il giallo marcescente autunnale, bensì due colori splendenti, direi addirittura primaverili, che fanno di ogni quadro una contenuta esplosione di luce”
Salvatore Fangareggi,
Mantova 1968 

“ Itala Gasparini rivela una personalità viva e attenta che segue attivamente le ricerche dell’arte contemporanea e la sua tavolozza è piacevole, vivace e luminosa”
Bruno Freddi,
Suzzara 1969

Itala Gasparini ripropone la lezione dei maestri in una ricerca espressiva sincera con immediatezza di linguaggio rielaborato sì da brillare di luce propria. Valori pittorici e strutturali, architettura di forme, immagini di un discorso rigorosamente plastico in uno spartito di colore ricco e vario”
Comitato organizzatore Premio Segnate,
San Giacomo delle Segnate 1969 

“…….riesce a rendere, con semplicità di mezzi, la forza o la tenerezza di un viso, dove leggeri tocchi fanno apparire qua e là luminosi riflessi.Una costante domina nei disegni di Itala Gasparini: la figura e l’accento proprio che essa v’imprime; originale fusione di educazione artistica e di spontaneità, dove ombre diventano colore e si dissolvono in una luce vaporosa”
Angela Tagliabue,
Milano 1972 

“……La mostra propone soprattutto paesaggi, vedute che vanno lette,come ricordi di viaggi e che si collocano al di là di una figurazione banalmente oleografica grazie ad un’attenzione speciale nei confronti della lezione delle Avanguardie. I colori sono stesi puri e piatti alla maniera dei Fauves, in particolare di Matisse. Inoltre la composizione si presenta stilizzata, essenziale, portata ai confini dell’astrazione…..…….ma nei dipinti della Gasparini, oltre alle montagne e alle marine, interpretate secondo un decorativismo squisito, ridotte a motivi arabeschi e a rapporti spaziali, compaiono vedute di città: ad esempio la cattedrale di Chartres, evocata nella luce soffusa e violacea del tramonto e scorci di Praga, città magica per antonomasia.In effetti Itala Gasparini ci proietta in un mondo del tutto interiore in cui il ricordo della realtà diviene puro pretesto formale”
Gabriele Turola,
Ferrara, maggio 2000 

“ Protagonista, nei quadri di Itala Gasparini, è il colore: rossi, gialli, arancioni si rincorrono accompagnati da tinte più fredde e rappresentano il vortice della vita, la serenità di un tramonto estivo, lo stupore di fronte allo splendido spettacolo della natura.Il pennello di Itala Gasparini sa cogliere i ricordi così come ce li restituisce la mente, slegati, paradossali, incredibili, e con tratto deciso e quasi geometrico, li traspone sulla tela “
Stefania Meazza,
Milano, 2000 

La pittura di Itala Gasparini si sviluppa lungo una grammatica compositiva di sicura stilizzazione. Nascono, così, opere di sintetico e dinamico equilibrio fra immagine ed astrazione. Il colore, luminoso ed intenso, pone in risalto le superfici. La sua composizione strutturata in una musicale asimmetria percettiva, è di energico impatto visivo e di vitale espressione.
Giuseppe Martucci,
Milano 2001  

Luce e colore nell’opera di Itala Gasparini sono i proptagonisti. E’ opera di metafisica bellezza, dai contorni fluidi con accostamenti forti e squillanti che sono l’essenza dell’intero racconto con forti richiami introspettivi della natura umana. Nel dinamico equilibrio tra l’introspettivo e l’onirico l’artista sa cogliere i ricordi, gli affetti. I tratti decisi di contorno definiscono con forza architettura e natura e permettono e danno una risposta a quel “personale passato”
Lidia Silanos, Milano 2004

La ricchezza di un pittore non è data, a mio avviso, dalla opulenza delle tinte, dalla quantità di colore aggrumato sulla tela, dalla capacità di giocare con sfumature e velature. La ricchezza è del linguaggio. E la Gasparini è ricca del gusto, dell'indubbia sensibilità cromatica, della capacità di comunicare
Beppe Palomba, Amalfi 2005

scrive di lei Ermanno Sagliani:
"E' architetto milanese formatasi in campo artistico all'Accademia di Brera, dotata di spiccata sensibilità creativa.
L'artista ha maturato un evoluzione del proprio iniziale linguaggio espressivo affermandosi in numerose mostre e concorsi d'arte con composizioni a compiture di colori intensi, grafiche e chiarezza d'evidente enunciazione.
Il celebre ed eclettico Gianfilippo Usellini affermò nel 1968 che Itala Gasparini "disegna con spiccato talento costruttivo...figure di luce e colore".
Milano 2006

IL SENSO DI ITALA PER LA NEVE 

Itala Gasparini sviluppa con le presenti opere un tema caro alla pittura classica, anche se non così noto al grande pubblico: la rappresentazione dell’inverno. Nella tradizionale pittura da cavalletto a trionfare è il paesaggio estivo o primaverile: la sua ricchezza e abbondanza vegetali, comuni in una visione della natura tipicamente contadina (durante la primavera e l’estate i contadini raccolgono i frutti del loro duro lavoro, dal grano agli ortaggi, alla frutta, per ciò questa parte dell’anno è da sempre considerata la più ricca e in assoluto la migliore dell’anno) è divenuto ormai un frusto motivo decorativo. I colori dominanti sono naturalmente il grigio e il bianco, ma sempre accompagnati da tinte più forti e squillanti: rossi, arancioni, gialli, che sono la vera e propria firma della Gasparini. Lungi da una rappresentazione fotografica del paesaggio invernale, queste vedute non hanno nulla della pittura veristica di matrice impressionista: con l’uso di colori anti-naturalistici, di linee di forza che si susseguono nelle inquadrature, di forme stilizzate e di campiture piatte di colore, esse non vogliono essere una finestra sulla natura in letargo in questo periodo dell’anno, ma intendono rendere visibile l’atmosfera sottesa a certi luoghi, cari all’autrice. Itala Gasparini indugia quindi su queste visioni idilliache, quasi fiabesche: paesini adagiati ai piedi di montagne troneggianti, casette immerse in prati immacolati, come se affiorassero dai ricordi di un tempo lontano. Si tratta di riferimenti alla sua autobiografia, a luoghi – spesso esplicitati nei titoli – “cari all’anima”, dove l’artista ha conosciuto momenti di pace e di gioia. Anche la città non è esclusa da questa atmosfera magica, e non si tratta di una città qualunque, ma di Milano, omaggiata dalla presenza degli inconfondibili tram arancione, come se l’artista volesse invitare lo spettatore ad una visione incantata, in grado di nobilitare quelle strade, quelle case, quegli scorci così quotidiani che nemmeno più riusciamo a notare. Indiscussa protagonista di questi paesaggi è la neve, grazie alla quale tutto è impreziosito e immerso nella magia. Osservando queste opere, siamo colpiti dalla sua presenza tattile, dalla sua morbidezza solo suggerita, dal suo senso del silenzio. Anche in città, la neve è qualcosa di estremamente affascinante, un elemento che avvolge i sensi e attutisce la crudezza, il grigiore, la naturale malinconia dell’inverno. Gli alberi spogli che tendono i loro rami secchi al cielo bianco non sono le tristi spoglie della lussureggiante vegetazione estivale, ma un sostegno alla bianca coltre, che più che raffreddare avvolge in un caldo abbraccio. L’artista non indugia nelle sue opere a tanto intellettualismo e concettualismo presente nella pittura contemporanea: non c’è in questi dipinti la pretesa ad alcun riferimento metafisico. Tutti gli elementi per capire, apprezzare, amare o rifiutare queste opere sono dispiegati davanti ai nostri occhi. Grazie a questi strumenti siamo in grado di leggere ed immaginare quello che la nostra mente ci suggerisce.  

Stefania Meazza, 2006

 


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